Laboratorio di introduzione alla Permacultura e alla Permacultura Sociale. Che significa Permacultura? Dove nasce? Quali obiettivi si pone? In quali situazioni viene utilizzata? Perché Permacultura Sociale? A queste e a molte altre domande risponde Massimo Candela durante l’incontro con gli studenti del Dipartimento di Scienze Umane dell’Ambiente e del Territorio in collaborazione con l’Università degli studi di Milano.

In collaborazione con il Dipartimento di Scienze umane dell’ambiente del territorio e del paesaggio dell'Università degli Studi di Milano

1 novembre 2019

Con Alice Giulia Dal Borgo, Professore Associato per il SSD M-GGR/01 Insegnamenti di Geografia regionale e Geografia dell’ambiente e del paesaggio Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali – Settore di Beni Ambientali Università degli Studi di Milano.

Coordinatore del programma: Graziano Consiglieri

Relatori: Massimo Candela (Permacultura); Lucilla Borio (dinamiche di gruppo) https://php7.torri-superiore.org/ecovillaggio/la-comunita-residente/ 

Permacultura e Permacultura sociale

In queste brevi ma intense giornate trascorse con gli studenti del Dipartimento di Scienze Umane dell’Ambiente del Territorio e del Paesaggio dell’Università degli studi di Milano, https://www.unimi.it/it/corsi/corsi-di-laurea/scienze-umane-dellambiente-del-territorio-e-del-paesaggio qui all’ecovillaggio, abbiamo approfondito alcuni temi chiave alla base della vita quotidiana della comunità residente. Il primo tema riguarda una disciplina di progettazione, la Permacultura, che si occupa di progetti di insediamenti umani sostenibili.

 

Cos'è la Permacultura?

Massimo ci ha introdotto alla comprensione di questa complessa ed affascinante metadisciplina.

La permacultura nata dalle riflessioni di due studiosi, gli australiani:

Bill Mollison https://it.wikipedia.org/wiki/Bill_Mollison

David Holmgren  https://it.wikipedia.org/wiki/David_Holmgren.

La Permacultura incorpora numerosi altri studi: geografia, agronomia, geologia, lo studio del paesaggio, architettura ma anche delle strategie di accesso alla terra in base alle risorse economiche disponibili…discipline diverse messe in relazione in base a degli schemi efficienti.

 

Realizzare insediamenti sostenibili

Ma da dove parte questo interesse per una visione più ampia, interconnessa e insieme molto locale per la creazione di insediamenti sostenibili?

Da una crisi! Si era negli anni ‘70 e in Australia i giovani sperimentavano delle prime forme di neoruralismo, un ritorno alla terra da parte di chi in campagna non era cresciuto.

I terreni disponibili per questi esperimenti erano marginali. Bill Mollison, allora docente presso l’università della Tasmania, insieme a David Holmgren, studente del suo corso, capì che era inutile insegnare ai ragazzi a riproporre il modello dell’agricoltura industriale.

Invece, sarebbe stato più efficace pensare come ri-progettare un insediamento agricolo, per utilizzare al meglio le risorse disponibili.

E questa è la storia…una storia che si intreccia con la storia dell’essere umano, creatore di Cultura, a sua volta inserito in una storia più longeva (almeno per ora!) quella della Natura.

 

Perma-coltura/ Perma-cultura: tra Natura e Cultura

E’ proprio con l’osservazione di sistemi dalla lunghissima scala temporale (come le foreste, per esempio) che l’essere umano può modellare i propri sistemi, più limitati, per renderli sostenibili nel lungo periodo.

I principi cardine della permacultura, ovvero di una cultura e agricoltura permanente, quindi efficace, ruotano intorno a: la biodiversità, le differenti funzioni che un elemento svolge in natura, l’effetto confine, il posizionamento relativo, la conservazione e l’utilizzo dell’energia, la creatività e molto altro ancora.

Al disopra dei principi c’è l’etica della permacultura, che tutto avvolge e orienta: la cura della terra, la cura delle persone, la condivisione del surplus.

E’ sempre l’uomo che costruisce la sua cultura e il rispetto o meno dei principi etici può passare solo attraverso la responsabilità, individuale e sociale.

Qual’è il sogno della permacultura? Si chiama Forest Garden: un bosco progettato dall’essere umano con l’intenzione di non avere bisogno dell’intervento umano per vivere nel tempo!!

Una progettazione al limite dell’impossibile? Forse. Certamente l’essere umano proverà a superare i propri limiti ma, intanto, la permacultura ci insegna anche ad osservare proprio i nostri limiti umani, per capire che non solo non possiamo imitare le leggi della natura ma dobbiamo creare una cultura capace di cooperare al meglio per convivere con altri esseri umani su questa Terra.

Osservare la Natura per progettare la Cultura

La permacultura, allora, ci fornisce le chiavi per osservare gli stessi modelli nella cultura sociale.

Bello, ma…attenzione! Se osservando la Natura possiamo trovare soluzioni da adottare per la nostra sopravvivenza dobbiamo anche imparare, allo stesso modo, a non imitare…tutto!

Che succederebbe ad un gruppo umano se non si prende cura delle relazioni tra i propri membri?

Quello che capita in natura: la vegetazione incontrollata (ma anche libera e creativa!) prenderebbe il sopravvento sulla coltura, così come l’incomprensione data dalla distanza della non comunicazione prenderebbe il sopravvento sulla collaborazione umana.

In entrambi i casi, coltura e cultura, verrebbero soffocati. https://www.permacultura.it/index.php

Coltivare la cultura, tanto quanto il proprio insediamento, diventa parte del processo di sostenibilità umana.

Come?

Seguitemi con Lucilla per scoprirlo!

Foto 1. Insieme con Daniel nella costruzione dei muretti a secco. Foto 2. Di ritorno dagli orti con...Zumba!! Foto di Anja Rampoldi

Il lavoro all’aria aperta del giorno prima, nell’orto di Antonella e con Daniel https://php7.torri-superiore.org/ecovillaggio/la-comunita-residente/ tra i sentieri per i ricostruire i muretti a secco (che quotidianamente i cinghiali della zona demoliscono) e la lezione di Massimo, ci accompagnano verso un buon sonno ristoratore.


Francesca

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