Torri Superiore è un luogo dove è rinato un borgo e una comunità ma, soprattutto, è un luogo di incontro. Qui arrivano persone da tutto il mondo come turisti, volontari, amici, parenti. Che si rimanga per qualche giorno, per qualche anno o per buona parte della propria vita non si può fare a meno di intavolare discorsi, conoscere nuove persone e scoprire, continuamente scoprire, mondi nuovi e sempre più interconnessi. Questa estate è proprio dall’incontro con due volontari, Davide e Giacomo, che scopro (ma c’è chi già ne era a conoscenza!) l’esistenza del movimento Extinction Rebellion, a cui Davide e Giacomo partecipano attivamente.

I risultati scientifici sui cambiamenti climatici analizzati oggi, corrispondono alle peggiori conclusioni ipotizzate nei primi anni '90

Jem Bendell

Che cos'è Extinction Rebellion?

Una sera dopo cena, Davide e Giacomo organizzano una presentazione del movimento aperta a tutti i presenti a Torri Superiore. Veniamo invitati a vedere un video  e a partecipare al dibattito che ne scaturisce. Comincio subito a precisare che la parola “dibattito” non è proprio giusta. Mi fa venire in mente scene dove le persone si interrompono a vicenda mentre l’aria si surriscalda nell’urgenza della comunicazione. Invece, Davide e Giacomo introducono delle regole che, ormai, mi sono diventate familiari e che non ho appreso né a scuola, né al lavoro ma dai corsi di facilitazione. Questo particolare, oltre al tema, mi incuriosisce…

Le tre richieste ufficiali

Per essere più precisa dei miei ricordi ho deciso di fare una semplice ricerca sul web Wikipedia, L’enciclopedia libera. //it.wikipedia.org/w/index.php title=Extinction_Rebellion&oldid=113731091.

E poi, per conoscerlo ancora più da vicino, ne è seguita una lunga telefonata con Davide, che nel frattempo era tornato a Milano.

Che cos’è, dunque Extinction Rebellion?

Extincion Rebellion, abbreviato in XR, è un movimento politico e sociale, apartitico, nato per fronteggiare la crisi ecologica e climatica e le sue cause. Le azioni di Extinction Rebellion sono finalizzate ad avanzare direttamente a tutti i Governi del mondo le tre richieste ufficiali:

1. Dire la verità sulla situazione: che il governo dichiari l’emergenza climatica e ecologica e che la crisi climatica ed ecologica venga messa al centro del dibattito pubblico e mediatico.

2. Azione immediata: che si fermi la distruzione degli ecosistemi e della biodiversità e si portino allo zero netto le emissioni di gas serra entro il 2025 con misure politiche giuridicamente vincolanti.

3. Andare oltre la Politica (partitica): che il governo costituisca e sia guidato dalle decisioni di un’assemblea di cittadini/e sulle misure da attuare e sulla giustizia climatica ed ecologica.

Circa la metà di tutte le piante e delle specie animali nei luoghi con maggior presenza di biodiversità nel mondo sono a rischio estinzione a causa del cambiamento climatico

WWF, 2018

Quando, dove e come?

Extinction Rebellion è stata fondata nel Regno Unito nel maggio 2018 con circa un centinaio di accademici che hanno firmato un invito all’azione nell’ottobre 2018 e lanciato alla fine di ottobre da Roger Hallam, Gail Bradbrook, Simon Bramwell e altri attivisti del gruppo della campagna Rising Up!. Nel novembre 2018 a Londra sono stati compiuti vari atti di disobbedienza civile.

Traendo ispirazione da movimenti locali come Occupy, il movimento indipendentista di Gandhi, le suffragette, Martin Luther King e altri nel movimento per i diritti civili, Extinction Rebellion vuole radunare supporto in tutto il mondo intorno a un senso comune di urgenza per affrontare il collasso climatico. Un gran numero di attivisti nel movimento hanno accettato di essere arrestati e persino di finire in prigione, simili alle tattiche di arresto di massa del “Committee of 100″ nel 1961.

Il logo usato è il simbolo dell’estinzione: all’interno di un cerchio, simbolo del pianeta, si vede una clessidra. La traduzione è semplice: “il mondo non ha più tempo” o, ancora, “il tempo è scaduto”.

Il movimento si sviluppa intorno a 10 principi fondanti, che, andando oltre un manifesto e un programma politico, espongono motivazione, visione e obiettivi.

I Principi Fondanti

  1. Abbiamo una visione condivisa del cambiamento: creare un mondo adatto alle generazioni future.

  2. Modelliamo la nostra missione su ciò che è necessario – mobilitando il 3,5% della popolazione per raggiungere il cambiamento di sistema – usando idee come “l’organizzazione guidata dall’impulso” per raggiungere questo obiettivo.

  3. Abbiamo bisogno di una cultura rigenerativa – creando una cultura che sia sana, resistente e adattabile.

  4. Sfidiamo apertamente noi stessi e questo sistema tossico, lasciando le nostre zone di comfort per agire per il cambiamento.

  5. Apprezziamo la riflessione e l’apprendimento, seguendo un ciclo di azione, riflessione, apprendimento e pianificazione per ulteriori azioni. Imparando da altri movimenti e contesti così come le nostre esperienze.

  6. Diamo il benvenuto a chiunque e ad ogni parte di esso, lavorando attivamente per creare spazi più sicuri e accessibili.

  7. Stiamo attivamente mitigando il potere, abbattendo le gerarchie del potere per una partecipazione più equa.

  8. Evitiamo di incolpare e giudicare – viviamo in un sistema tossico, ma nessuno di noi è da biasimare.

  9. Siamo una rete non violenta, che utilizza la strategia e le tattiche non violente come il modo più efficace per apportare cambiamenti.

  10. Siamo basati sull’autonomia e sul decentramento: creiamo collettivamente le strutture di cui abbiamo bisogno per sfidare il potere.

Chiunque segua questi princìpi e valori fondamentali può agire in nome di Extinction Rebellion!

Cit. Extinction Rebellion (16 giugno 2020)

L' esperienza di Davide

Mentre approfondisco la conoscenza del movimento (ma so di essere appena agli inizi!) capisco che vorrei saperne di più da chi già lo vive da attivista. Davide è in partenza. Terminato il suo periodo di volontariato a Torri, si prepara per tornare al capoluogo meneghino. Lo saluto con la promessa di un incontro virtuale. Ed eccoci qualche settimana dopo al telefono, io da questa parte a prendere appunti e lui, in bicicletta, a raccontare e a rispondere a domande che sgorgano una dopo l’altra.

Inizio confessando che non sapevo nulla di Extinction Rebellion prima della presentazione a Torri, mentre conosco, come moltissimi, il movimento Fridays for Future, molto vicino ai principi e alle pratiche di XR. E’ solo una mia ignoranza o XR è poco conosciuto in Italia?

Secondo Davide questo movimento, molto famoso in Gran Bretagna, non ha (o non ha ancora) la stessa visibilità nel nostro Paese. Davide mi racconta che in Gran Bretagna e in particolare a Londra sono state fatte molte azioni, anche di grande impatto scenografico, culminate in arresti dei manifestanti. Tra queste ricorda una manifestazione molto recente contro la stampa britannica. Nell’articolo di The Guardian un giornalista, Steve Tooze, spiega le motivazioni che lo hanno spinto a tenersi aggrappato ad un palo: “Sento che, in quanto ex collaboratore (per questi giornali), essi siano fortemente da biasimare per ciò di cui ci stanno riempiendo e per non dire al pubblico cosa sta realmente accadendo. Se non è sui giornali, la gente non se ne preoccupa e, se la gente non se ne preoccupa, non c’è pressione su questo governo perché consideri questa come l’emergenza che è”. https://www.theguardian.com/environment/2020/sep/05/climate-activists-accused-of-attacking-free-press-by-blockading-print-works)

In questa testimonianza riconosco l’azione svolta per la prima delle tre richieste di XR: dire la verità sulla situazione. Per approfondire le altre due (semplificati in: pressione sui governi per l’abbattimento di Co2 e una nuova forma di politica) chiedo a Davide di parlarmi della sua esperienza. Quando ha raggiunto il movimento e perché?

Jem Bendell e Antropocene

Davide è entrato in XR nell’ottobre del 2019, principalmente per due ragioni: la prima è che voleva fare attivismo nel mondo ecologista e la seconda è che aveva letto l’articolo di Jem Bendell dove il professore spiega come il collasso ecologico è alle porte. https://jembendell.com/2019/05/15/deep-adaptation-versions/

Le parole di Jem Bedell hanno dato voce alle angosce di Davide e, insieme, gli hanno permesso di raggiungere una nuova consapevolezza.

Leggendo Jem Bendell Davide ha scoperto XR. Bendell pur non essendo un membro del movimento, lo appoggia.

Fu, infine, l’uscita del film Antropocene (di Jennifer Baichwal, Edward Burtynsky, Nicholas de Pencier) che portò Davide al cinema e all’incontro con dei ragazzi di XR. Non è un caso che Davide abbia trovato degli attivisti di XR proprio all’uscita del cinema quella sera. Antropocene è un documentario, insieme a Manufactured Landscape (2006) e Watermark (2013), sull’impatto delle attività umane sul nostro pianeta. La tesi dell’Anthropocene Working Group in corso dal 2009, è che gli ultimi 10.000 anni costituiscono un’era geologica vera e propria che ha profondamente e irrimediabilmente trasformato il pianeta Terra.

La Banca Mondiale ha riferito, nel 2018, che i paesi dovranno prepararsi a trattare oltre 100 milioni di sfollati interni a causa degli effetti del cambiamento climatico oltre a milioni di rifugiati internazionali.

Rigaud (dall'articolo di Jem Bendell)

Irreversibilità, un' angoscia paralizzante

Le implacabili immagini del documentario come i discorsi contemporanei spingono con urgenza ad attivarsi contro un cambiamento climatico già irreversibilmente in atto. Ma è proprio la parola “irreversibilmente” che angoscia e paralizza. Come è possibile, allora, mobilitarsi per qualcosa che è già perduto? La risposta di Davide è stata il perno attorno cui è ruotato il dibattito emerso all’ecovillaggio dopo la visione del video documentario su XR. Ammettere che l’emergenza è reale, è in corso oggi, in questo momento e siamo tutti coinvolti, che è già superato il discorso temporeggiante “per i nostri figli e nipoti” è il passo che siamo chiamati a fare. Per Davide è anche accettare che saremo vittime di quello che accadrà. Questa consapevolezza è agghiacciante ma non deve essere paralizzante, al contrario ci obbliga ad unirci, perché anche questo è reale: esistono movimenti in azione che uniscono sempre più persone.

È irresponsabile discutere la probabilità e la natura di un collasso sociale causati dai cambiamenti climatici perché potrebbe innescare un meccanismo di disperazione tra il pubblico generalista. Le riflessioni contemporanee sulla crescita emotiva e persino spirituale delle persone causata dalla loro mancanza di speranza e dalla disperazione si ricollegano a queste vecchie teorie. La perdita di una capacità, di una persona cara o di uno stile di vita, o la comunicazione di una diagnosi terminale sono stati tutti descritti, o vissuti personalmente, come stimoli per reinventare sé stessi e interpretare il mondo sotto una nuova prospettiva, grazie proprio al percorso di consapevolezza innescato dalla mancanza di speranza e dalla disperazione

Matousek (dall'articolo di Jem Bendell)

Che fare?

Agire e fare rete è l’unica cosa saggia che rimane da fare. Agire come e per che cosa?

Nonostante tutto siamo chiamati ad unire le forze per limitare i danni sull’ambiente e mantenere il focus e la pressione sui governi per l’abbattimento drastico di emissione di Co2.

E poi è anche prepararsi al collasso ecologico.

Riconvertire, limitare e fare solidarietà sono le parole chiave. Il collasso ecologico è strettamente legato alla perdita di diritti, tutele, umanità. L’enorme rischio che stiamo correndo, e che in realtà è già drammaticamente in atto nei fenomeni di migrazione di massa, è un aumento incontrollato di paura, violenza, diffidenza e indifferenza.

I temi sono esistenziali, locali e globali. Unirci quindi ma anche fare pressione sui governi perché decisioni condivise oltre gli interessi puramente economici, vengano rese vincolanti. 

Come?

Extinction Rebellion non vuole sostituirsi ai governi né mira a focalizzare l’attenzione su dove operare. XR chiede ai governi di adottare uno strumento democratico che permetta di affrontare le tematiche emergenti ma che resti fuori dalle politiche economiche, affiancando il governo nelle decisioni collettive.

Quale strumento democratico?

XR vuole promuovere le assemblee di cittadini. Attraverso le assemblee i cittadini e le cittadine prendono decisioni da sottoporre al Governo. Le assemblee dei cittadini sono pensate per essere contemporaneamente luogo di discussione, presa di decisione e formazione continua attraverso il supporto della ricerca scientifica.

Quali cittadini possono far parte di queste assemblee? C’è bisogno di formazione!

Si, mi spiega Davide, la formazione è fondamentale. Verrà selezionato, a random, un campione della cittadinanza coinvolta nel problema, statisticamente rappresentativo e formato. Ogni assemblea cittadina ruoterà intorno ad uno specifico problema sul quale verrà chiamata a deliberare. A questo livello decisionale si giungerà quando verrà raggiunto il primo obiettivo fondamentale di XR, ovvero quando i media parleranno quotidianamente della crisi climatica ed ecologica (come è successo per il Covid).

Quali nuovi metodi?

Per esempio, il metodo del consenso.

Negli ecovillaggi e, spesso, nelle piccole comunità (10-15 membri) questo metodo è conosciuto e utilizzato e nei prossimi mesi lo approfondiremo con degli articoli di Lucilla.

Si tratta di arrivare ad una decisione, vincolante per tutti, che accoglie il consenso unanime. Ovvero viene superato il sistema della votazione a maggioranza e minoranza. Perché? Perché si riconosce il potenziale futuro conflitto scatenato da una coalizione di minoranza non contenta, boicottante se non palesemente oppositiva. Riconosciuta la pericolosità di una coalizione disimpegnata e contraria, seguendo il metodo del consenso, ogni membro del gruppo è tenuto ad esprimere un parere (rispetto ad una decisione da prendere). Esso può essere favorevole appoggiando la decisione attivamente, neutrale ovvero non osteggiando ma neanche supportandola, oppure sfavorevole. Chi è sfavorevole deve argomentare il suo parere (non basta dire “non ci sto”) perché ciò significa bloccare tutto il processo decisionale. Questo verrà ripreso alla luce dell’argomentazione negativa, discusso nuovamente alla ricerca di un nuovo consenso valido e vincolante per tutti.

La critica che viene avanzata nei confronti di questo processo decisionale (a sua volta derivato dall’ esperienza di gruppi come i Quaccheri) e che sottopongo a Davide, è di richiedere tempi lunghi e potenzialmente estenuanti. Tuttavia la sua solidità lo rende un metodo da prendere in seria considerazione, limitando gli “effetti collaterali” attraverso la divisione del gruppo in gruppi più piccoli che eleggono un delegato o rappresentante che porterà al gruppo più vasto la decisione presa.

Davide, ma questa è la democrazia!” esclamo pensando al ruolo di delega al rappresentante attraverso il voto “No” risponde lui “Questa è l’evoluzione della democrazia!”. Ad affiancare i processi decisionali, infatti, è previsto un ulteriore gruppo avente il compito di curare i rapporti tra i componenti. Per noi dell’ecovillaggio, queste figure non sono nuove e la definizione mi arriva spontanea: noi lo chiameremmo “gruppo facilitatori”. Davide conferma che spesso, i partecipanti a questo movimento, sono persone che hanno intrapreso percorsi di auto formazione in diversi ambiti come, per esempio, la comunicazione non violenta nella gestione delle dinamiche di gruppo. Si tratta di “contaminazioni” tratte da culture e ambienti diversi dalle quali far scaturire nuove riflessioni e sperimentare nuove azioni.

Agire per generare

XR, del resto, non è solo presa di decisioni, è anche azione sul campo. Ed ecco che il “gruppo facilitatori” ha anche il compito di curare la sfera delle azioni dei partecipanti.

L’elemento umano emerge ancora come elemento fondamentale. Chi si unisce a questo movimento? Da cosa è spinto?

Davide mi risponde che la composizione è molto eterogenea anche se emerge la fascia di giovani dai 25 ai 30 anni, spesso neolaureati. Partecipano anche giovanissimi che si approcciano per la prima volta all’ attivismo e adulti che non hanno trovato soluzioni soddisfacenti da precedenti attività politiche. Le ragioni che possono spingere una persona ad aderire al movimento Extinction Rebellion sono certamente personali, tuttavia si trova, in misura diversa, una comunanza: ci sono persone che vivono questo periodo storico con quella che viene attualmente definita eco ansia, la paura diffusa di un futuro sociale-economico-politico-relazionale in veloce declino.

Ci sono poi coloro che nella consapevolezza del collasso ecologico attualmente in atto, scelgono una dimensione pragmatica, ovvero si attivano sia per lavorare sulle cause del problema, sia per sperimentare pratiche alternative, come ultima scelta sensata da fare.

In generale, chi sceglie di affrontare la crisi mondiale attualmente in corso cerca di fare rete e contemporaneamente pressione su chi ha potere politico ed economico, consapevole che ciò che può concretamente nascere è una cultura generativa che ruota attorno alla relazione con l’altro, insieme all’altro.

Che lo vogliamo o no questa crisi coinvolge ognuno di noi e anche se non riusciremo a bloccarla e nemmeno ad invertirla abbiamo ancora la possibilità di provarci al meglio di noi stessi.

Stiamo già osservando che cosa scaturisce dalla violenza. Che cosa può scaturire da questo scenario di solidarietà attiva?

L’ultima domanda che rivolgo a Davide riguarda proprio cosa si sta facendo di concreto in Italia, attraverso il movimento XR. Sebbene il movimento qui sia ancora giovane il mezzo utilizzato è, come per Fridays for Future, l’azione di disobbedienza civile e non violenta:

Per saperne di più e prendere contatti!

Roma, 15 marzo 2019 partecipazione allo sciopero globale per il clima https://www.facebook.com/XRItaly/posts/1059576537577210

Bologna, 25 settembre 2019 gli studenti si fingono morti sulle scale del Palzzo Comunale https://www.dire.it/25-09-2019/371454-bologna-si-fingono-morti-per-suonare-la-sveglia-ai-politici/

Venezia, 23 febbraio 2020 blocco del ponte dell’Accademia https://extinctionrebellion.it/azioni/press/2020/02/23/extinction-rebellion-italia-blocca-il-ponte-dell-accademia/

CONTATTI:

Per informazioni e per unirsi al movimento XR: https://extinctionrebellion.it/unisciti-a-noi/contatti/

Facebook XRItaly https://www.facebook.com/XRItaly

Facebook XRUK https://www.facebook.com/XRebellionUK

Abbandonando la speranza che uno stile di vita possa continuare, ci apriamo alla possibilità di speranze alternative

Tommy Lynch

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2 Comments

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    Dorotea, 4 Ottobre 2020 @ 09:06 Reply

    Ero presente all’incontro con Davide e Giacomo che mi ha fatto conoscere XR. Grazie per questo articolo che approfondisce l’argomento e se da un lato aumenta l’ansia, dall’altro rende ancora più urgente prendere atto di una situazione sempre più grave. Da anni sostengo Greenpeace e seguo Fridays For Future, forse unire le forze potrebbe garantire un’azione più incisiva?
    Un abbraccio. Dorotea

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      Francesca, 4 Ottobre 2020 @ 18:24 Reply

      Cara Dorotea, personalmente credo che “unire le forze” sia proprio la sfida più grande, però i problemi globali (che sono sempre più locali), ci chiedono di uscire dal campanilismo per una visione e un obiettivo comune: fermare il cambiamento climatico. Ben venga se ogni movimento per l’ambiente dia spazio e voce a quanto fatto da altri simili. Un abbraccio di cuore a te

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